Antur Academy

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Diversi oggetti associati al diabete e all'insulina:un lettore della glicemia, una siringa di insulina, compresse, un metro, una ciambella glassata, zollette di zucchero e un calendario della glicemia

Insulinoresistenza: cause e conseguenze

L’insulina è un ormone secreto dalle cellule pancreatiche β delle isole di Langerhans e la sua funzione è quella di mantenere livelli normali di glucosio nel sangue facilitandone l’assorbimento da parte delle cellule, regolando il metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine e stimolando la crescita e la divisione cellulare. Si parla di insulinoresistenza, quando l’insulina (anche se presente in concentrazioni normali o addirittura più elevate) non stimola in maniera adeguata l’assorbimento e, di conseguenza, il metabolismo del glucosio come avviene, invece, in condizioni fisiologiche. I fattori che portano all’insorgenza dell’insulinoresistenza sono vari: l’età (sopra i 45 anni) associata a peso eccessivo, sedentarietà, ipertensione, infarto e ictus, il consumo di cibi particolarmente appetitosi (cioè tali indurne facilmente l’iper-consumo, come i cibi da fast food) ricchi di grassi saturi e zuccheri, ma poveri di omega-3 e fibre, sballamento dei ritmi circadiani (per alterato metabolismo glucidico), aumento del cortisolo (antagonista dell’insulina), stress ossidativo, infiammazione cronica e fattori genetici (ad esempio mutazioni del trasportatore del glucosio GLUT 4). Gli effetti dell’insulinoresistenza si manifestano in più distretti corporei:

  • L’assorbimento del glucosio a livello muscolare è dipendente dall’insulina, che promuove la sintesi del glicogeno, la principale fonte energetica dei muscoli; pertanto, un’alterata funzionalità del l’insulina compromette la sintesi del muscolo.
  • Tessuto adiposo. Il trasporto del glucosio negli adipociti dipende dall’insulina, ma se il suo funzionamento è compromesso, stimoli l’ossidazione degli acidi grassi, che vengono liberati nel circolo sanguigno innalzandone i livelli nel sangue.
  • Il malfunzionamento dell’insulina provoca alterazioni nel metabolismo dei lipidi provocando una un aumento nei livelli lipoproteine e trigliceridi
  • Il glucosio è la principale fonte di energia utilizzata dal cervello per il normale funzionamento delle capacità cognitive. In caso di insulinoresistenza le cellule cerebrali rispondono meno all’insulina e non utilizzano il glucosio in maniera adeguata.
  • L’insulina regola anche il trasporto di minerali. Livelli non adeguati di insulina provocano delle alterazioni nell’escrezione di sodio.
  • I recettori dell’insulina sono presenti anche nelle ovaie; qui l’insulina regola la produzione di estrogeni che viene alterata quando i livelli di insulina sono bassi oppure quando essa presenta delle anomalie nella struttura e, di conseguenza, nella funzionalità. L’insulina è presente anche nei testicoli dove regola la produzione degli ormoni steroidei.
  • In caso di insulinoresistenza si osserva una diminuzione della produzione degli osteoblasti e nella funzionalità degli osteoclasti.

L’insulinoresistenza predispone ad una serie di patologie che partono da disordini nel metabolismo glucidico, quali il diabete mellito di tipo 2, la sindrome da ovaio policistico (PCOS), la sindrome metabolica, patologie cardiovascolari, alcune forme di tumore e alcune patologie neurodegenerative.
Tale condizione dipende molto dallo stile di vita e di conseguenza una corretta alimentazione e quotidiano esercizio fisico costituiscono armi efficaci nella prevenzione dell’insulinoresistenza e nel trattamento delle patologie ad essa associate. Si consiglia, quindi, di seguire un regime alimentare a basso indice insulinico. L’indice insulinico è un parametro che misura la risposta insulinica dell’organismo in seguito all’introduzione di un alimento (in quantità tale da avere un contenuto energetico pari a 240 kcal o 1000 kJ). A differenza dell’indice glicemico, al quale è, tuttavia, fortemente correlato in alimenti ad elevato contenuto glucidico, l’indice insulinico prende in considerazione tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) e non solo i carboidrati nel valutare la risposta dell’organismo e ciò ha portato ad interessanti considerazioni: la risposta insulinica è data non solo dall’ingestione di carboidrati, ma anche da proteine e la consumazione di pasti misti ricchi di grassi incrementa la secrezione insulinica rispetto all’introduzione dei soli carboidrati.

Piatti di alimenti ricchi di zuccheri

Per mantenere basso l’indice insulinico dei pasti si consiglia di:

  • Preferire il consumo di cereali integrali a quelli raffinati;
  • Assumere la giusta quantità di fibre;
  • Assumere la giusta quantità di proteine;
  • Consumare frutta di stagione poco zuccherina;
  • Ridurre il consumo di alimenti ad elevato contenuto di zuccheri semplici;
  • Limitare il consumo di carni grasse e altamente processate;
  • Ridurre al minimo il consumo di sale e zucchero.

Bibliografia

  • Lebovitz HE. Insulin resistance: definition and consequences. Exp Clin Endocrinol Diabetes. 2001;109 Suppl 2:S135-48. doi: 10.1055/s-2001-18576. PMID: 11460565.
  • Wilcox G. Insulin and insulin resistance. Clin Biochem Rev. 2005 May;26(2):19-39. PMID: 16278749; PMCID: PMC1204764.

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